Posted by: marcellomicciarelli | Maggio 9, 2008

Gli “altri mondi” sono scomparsi

Giasone e gli argonautiDov’è finita la nostra capacità di stupirci ?! Dov’è finita la nostra capacità di farci trascinare in altri mondi ?! Ma soprattutto… dove sono finiti questi altri mondi ?! Quest’estate a Berlino, tra i tanti musei, ho visitato il museo del cinema. Era completamente diverso da come me lo immaginavo, me lo sarei aspettato molto più… come dire… un’americanata, ecco. Con facce di attori famosi sulle pareti, con schermi che proiettavano scene tratte da film commerciali e magari un blockbuster alla fine dove acquistare un pò di dvd al termine del tour. E invece no, niente di tutto questo. Un viaggio per far conoscere quelli che erano i primi macchinari, le prime, forse rudimentali, tecniche di ripresa e di sviluppo di un film, i film in bianco e nero e le musiche che li accompagnavano, dalle commedie esilaranti di Buster Keaton fino ad arrivare alla fine degli anni 70-80. Un caso ?! Boh, chissà. “Peccato però” pensai tra me e me quando capii che l’ultima sezione del museo era davanti a me e che non saremmo arrivati ai film moderni. L’ultima parte del museo, era dedicata a Ray Harruhausen e tutte le sue “creature”. Ray Harruhausen fu il creatore dei personaggi di “Giasone e gli argonauti”, “Scontro dei titani”, “Il settimo viaggio di Simbad” e tanti altri. film che non avevano nulla da pretendere, poichè erano fatti con la tecniche di allora, ma il punto è che erano belli, coinvolgenti, spartani… ma soprattutto capaci di farti sognare. Rivedendoli adesso, ci viene da sorridere e da pensare se erano davvero quelli i film che ci facevano così emozionare, eppure era così. Allo stesso tempo però riconosciamo in quei film una traccia di innovazione significativa, un carisma che dopo anni trasuda attraverso le immagini ancora oggi. E’ inutile negare che avevano qualcosa di magico e di diverso. L’elemento più essenziale era la novità, ma alla base c’era anche una forte volontà di voler rischiare, cosa che oggi non esiste più, infatti ci si limita ad utilizzare forme già preconfezionate di quasi-sicuro successo. Potrei estendere il discorso a tante altri campi dell’intrattenimento, o dell’arte se vogliamo così definirli, come quelli della musica, dei libri e dei videogames, ma il discorso diventerebbe troppo ampio e dispersivo, ma allo stesso tempo vorrei porvi delle domande. Perchè ci sono stati i seguiti dei Pirati dei Caraibi ?! Il primo ci ha realmente aperto le porte dell’avventura, ma i seguiti, diciamocelo, sono stati solo una brutta copia del primo. Perchè ci sono stati seguiti Disney che hanno perso completamente lo spirito e la bellezza degli originali ?! Perchè continuiamo ad attingere idee da videogames, vedi il recente HitMan o i vari Resident Evil, o magari da videogames, dove gli ultimi film Marvel non si calcolano nemmeno più ?! Perchè quel genio di Robert Zemeckis, creatore della rivoluzionaria trilogia di ritorno al futuro, si limita a girare Beowulf in grafica 3d con la straconfermata Angelina Jolie ?! Perchè ci deve essere per forza la trilogia di un film appena uscito, solo per incassare più soldi possibili ?!

Abbiamo realmente perso la capacità di sognare e di emozionarci con poco ?!
Posted by: marcellomicciarelli | Maggio 9, 2008

300

recensione a cura di Marcello Micciarelli
Titolo originale : 300
Voto personale : 9
Anno : 2007
Genere : Avventura, Fantastico, Storico
Durata : 113 min.
Regia : Zack Snyder
Cast : Gerard Butler, Lena Headey, David Wenham

Nel 480 a.c., il re persiano Serse guidò il suo imponente esercito alla conquista della Grecia, per poi invadere l’Europa intera. La città greca di Sparta era famosa per la sua potenza militare, e 300 guerrieri furono scelti per fermare l’avanzata dell’esercito orientale al passo delle Termopili. La battaglia era una missione suicida, ma servì alle città della Grecia nel prepararsi a far fronte alla pericolosa invasione; questo non fermò però l’animo degli spartani che combatterono con grande coraggio, decisi fino all’ultimo di portare piu persiani possibili con loro.

Tratto dal fumetto di Frank Miller, come Sin City, anche 300 è un crossover estremamente innovativo tra film di animazione e “pure action”. Zack Snyder e Frank Miller, rispettivamente regista e creatore della novella grafica a cui il film si è ispirato, con questo loro lavoro non hanno voluto sicuramente cogliere la realtà di cui era fatti gli spartano, ma la loro essenza. Gli abitanti di Sparta infatti, erano diversi da tutti gli altri greci, poichè, proprio per prendere le parole di Erodoto - usate anche nel film - “combattere era quello per cui erano stati addestrati fin da bambini, quello per cui erano cresciuti, quello per cui erano nati“, difficile allora immaginare un contesto diverso e meno brutale per i guerrieri spartani rispetto alla pellicola americana.

Sicuramente il film si lascia andare in una interpretazione un pò libera della storia, ma non per questo si discosta dal racconto di Erodoto. Le uniche differenze rilevanti sono, la figura di Efialte, contadino spartano che per povertà tradisce la sua Sparta vendendosi al regno di Persia, rappresentata invece nella pellicola come un gobbo deforme scartato dalla natura ipermilitaristica spartana, l’introduzione da parte del geniale Miller, dello scontro tra il lupo e Leonida giovane, che non è di derivazione erodotea ma che si rifà al classico topos dell’eroe adolescente che lotta contro la bestia feroce e che nel film rappresenta la battaglia delle termopili, e il responso degli efori, dove per nella versione non cinematografica della vicenda, quest’ultimi avrebbero predetto gravi perdite perdite per l’esercito spartano ( e del proprio re ) e non il divieto di andare in guerra.

Ritengo che questa sia una storia importante del passato, ed è mia opinione che ognuno abbia il suo modo di raccontare una storia, ma credo che il lavoro di Snyder/Miller sia stato quanto mai efficace nel rendere più crudeli possibili gli aspetti di un mondo che tale doveva essere al tempo. Credo inoltre che ci sia di base un processo di mitizzazione, molto ben fatto, nel senso che molti elementi del film (( le frecce che oscurano il sole, il rinoceronte, gli elefanti, i “maghi” e gli immortali )) sono visti, non dalla parte dello spettatore che conosce quegli elementi del mondo moderno, ma sono visti dalla prospettiva degli spartani, che non erano a conoscenza della cultura orientale e quindi di tutti i loro mezzi e modelli di combattimento. La voce narrante sia nella versione americana che in quella italiana, e l’effeto “slowfast” del primo combattimento spartano, sono sicuramente da annoverare nei punti di forza della pellicola (una innovativa del genere non si vedeva dai tempi di Matrix). Quelle che potrebbero sembrare frasi ad effeto, introdotte nel film per attirare lo spettatore moderno ci pervengono invece direttamente dai racconti diErodoto che utilizzava questa tecninca per attirare invece i suoi lettori. Buone musiche, ottimi i colori e gli effetti di illuminazione interamente computerizzati, come il colore del sangue, che colpisce come nelle tavole di Frank Miller, per via della decisione di ritoccarlo al computer. Il film sembra svolgersi in tanti ambienti, in realtà sono stati allestiti solo tre set. E’ bastato cambiare inquadrature ed illuminazioni, perchè sembrassero luoghi completamente diversi :un lavoro difficile, ma molto ben riuscito vedendo i risultati.

La frase : ” Spartani, questa sera ceneremo nell’ade “
” Prendete da loro tutto, ma non lasciate loro niente “

Posted by: marcellomicciarelli | Aprile 10, 2008

Juno

recensione a cura di Marcello Micciarelli
Titolo originale : Juno
Voto personale : 8 ½
Anno : 2007
Genere : Commedia, Drammatico
Durata : 96 min.
Regia : Jason Reitman
Cast : Ellen Page, Michael Cena, Jennifer Garner, J.K. Simmons

Juno MacGuff (Ellen Page) - “un nome che sembra falso, tipo Homer Simpson o Madre Teresa” - è una brillante adolescente del Minnesota, piena di energia e che vive secondo regole tutte sue. Tutto cambia però quando decide di fare sesso con un suo coetaneo : Bleeker (Michael Cena) un ragazzo timido e riservato. Quando scopre di essere incinta, sempre con la sua tranquilla indifferenza - dovuta forse dalla sua (im)maturità? - escogita con l’aiuto di un amica un piano per trovare una coppia di genitori per il bambino. Dopo qualche ricerca, si imbatte in Mark e Vanessa Loring (Jason Bateman e Jennifer Garner), una coppia benestante che sta cercando di avere un bambino in adozione. Per sua fortuna, Juno potrà contare sull’aiuto e il sostegno del padre e della matrigna, ma quando sta per arrivare la fatidica data del parto, la famiglia Loring non sembrerà più essere la coppia perfetta per il bambino.

JunoJunoJuno

La regia è di Jason Reitman (il figlio di Ivan Reitman, creatore di Ghostbuster), che aveva già convinto con il suo “Thank you for smoking”, ma le firme più significative su questo piccolo capolavoro sono di Diablo Cody e Ellen Page. La prima, scrittrice ed ex-spogliarellista, inventa per il film una sceneggiatura ritmata, fresca e raffinata - vincitrice infatti di un oscar, un golden globe e capace di far vincere alla pellicola il premio di “miglior film” alla Festa del cinema a Roma e di accaparrarsi la vittoria in ben tre categorie nei Film’s Indipendent Spirit Award - capace di esaltare tutte le sfaccettature del carattere dell’irriverente Juno, anche grazie ai dialoghi mai banali che si vengono a creare con gli altri personaggi nella sua dis-avventura. Ellen Page dal canto suo, al suo secondo film da attrice protagonista, sfoggia una interpretazione straordinaria, confermandosi una promessa importante per il cinema indipendente (e non). Nonostante il film ci proponga dei temi importanti, senza mai però arrivare ad una soluzione, il personaggio di Juno ci esalta e ci diverte; con il suo atteggiamento anticonformista infatti, Juno non ci propone delle soluzioni ma oggettivamente - come sono state da molti definite - la sua semplicità nel prendere decisioni importanti e la sua tranquillità nel vivere situazioni che siamo abituati a guardare con terrore, sono più che altro un inno alla vita. Ultima nota positiva del film sono le musiche che, anche se a volte un pò invasive, reggono comunque bene il ritmo; buona scelta per le ambientazioni, i colori e di qualche effetto grafico.

La frase : “Non so che tipo di ragazza sono…”

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